REGOLAMENTAZIONE ENERGIA 

LA RIFORMA DEL MERCATO ELETTRICO

La recente escalation dei prezzi dell’energia rende necessario accelerare lo sviluppo di nuova capacità di produzione elettrica da fonte rinnovabile per:

  • promuovere un meccanismo di valorizzazione della produzione elettrica da fonte rinnovabile cost reflective;
  • ridurre la dipendenza da paesi terzi;
  • raggiungere gli sfidanti obiettivi di decarbonizzazione.

Confindustria sta finalizzando una proposta di riforma del mercato elettrico focalizzata su:

  • una nuova piattaforma di contrattazione a medio-lungo termine dedicata all’energia rinnovabile,
  • un mercato dell’energia di breve termine dedicato alla gestione delle fluttuazioni e della volatilità della domanda,
  • un mercato dei servizi ancillari ad assicurare la sicurezza del sistema e con logiche di programmazione sia di breve che di medio termine.

Sarà fondamentale definire un efficace percorso implementativo proteggendo i consumatori attraverso:

  • lo sviluppo di rinnovabili adeguatamente localizzate e garantendo che i processi autorizzativi siano sufficientemente rapidi
  • la possibilità per i consumatori di acquistare profili standard di energia rinnovabile
  • lo sviluppo e la sostenibilità economica degli accumuli necessari
  • la modifica i mercati esistenti e migliorare la gestione delle reti

Infine, dati i profondi cambiamenti che subirà il market design elettrico nel prossimo periodo, sarà necessario che le Autorità competenti siano pronte a correggere eventuali distorsioni di mercato. 

REGOLAMENTAZIONE, INFRASTRUTTURE, TERRITORIO, TRASPORTI

RIGENERAZIONE URBANA (DDL UNIFICATO E PNRR) 

In questi mesi il Senato e il Governo stanno completando la stesura definitiva di un Testo Unificato della legge-quadro in tema di rigenerazione urbana, frutto anche di un lavoro impegnativo che ha coinvolto Confindustria, in stretto coordinamento con alcune rappresentanze di categoria e territoriali.
Sono state elaborate proposte di profonda modifica del testo parlamentare originario, largamente recepite nel nuovo DDL unificato elaborato dal Governo, quali: il riuso e la razionalizzazione delle aree urbanizzate, la ricostruzione del patrimonio edilizio esistente, la realizzazione di infrastrutture strategiche per lo sviluppo sostenibile del territorio e per la sua messa in sicurezza, il miglioramento della qualità di vita nei centri storici come nelle periferie e il rilancio degli investimenti privati.

Confindustria sta anche monitorando gli interventi in materia di rigenerazione urbana, previsti dal PNRR in quasi tutte le sue Missioni, tra i quali si segnalano quelli relativi ai Piani Urbani Integrati delle Città Metropolitane, ai cui sono stati assegnati circa 2,5 miliardi di euro. A questi vanno altresì aggiunti i Progetti di Rigenerazione Urbana, il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare, i progetti dei piccoli Comuni e lo strumento del Superbonus al 110%.

Il tema della rigenerazione urbana è stato altresì individuato come uno dei quattro principali driver che hanno caratterizzato l’edizione di CONNEXT 2021.

DISEGNO DI LEGGE DELEGA APPALTI PUBBLICI 

Confindustria, in stretto coordinamento con il sistema associativo, ha monitorato con attenzione l’iter del DDL delega in materia di contratti pubblici, elaborando un documento di posizione confederale, illustrato nel corso dell’audizione al Senato  e intervenendo in via emendativa sui profili di maggiore criticità nel corso dell’esame parlamentare.
In via generale, l’intento è stato quello di creare idonee premesse affinché possa essere conseguito l’obiettivo principale della riforma del Codice dei contratti pubblici, ossia pervenire ad un apparato normativo e regolatorio il più possibile semplice, chiaro, flessibile e stabile, che preveda una disciplina di “cornice” e una normazione secondaria mediante l’adozione di regolamenti attuativi distinti, che tengano in considerazione le peculiarità delle diverse tipologie contrattuali di lavori, servizi e forniture.

Più nello specifico, il fine perseguito con le proposte di correttivi e con le azioni poste in essere nelle diverse sedi è stato quello di traguardare gli obiettivi di semplificazione, razionalizzazione e digitalizzazione contenuti nella Delega, che possono realmente contribuire a restituire efficienza ed efficacia al settore degli appalti pubblici e garantire una migliore gestione degli investimenti pubblici, mettendo le imprese nelle condizioni di operare alla pari rispetto ai loro competitors europei.

REVISIONE PREZZI E RINEGOZIAZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI 

Confindustria ha dedicato particolare attenzione al tema della revisione dei prezzi dei contratti pubblici per la drammatica difficoltà in cui versano molte imprese a seguito della pandemia e dell’incontrollato aumento dei prezzi delle materie prime, aggravata dal conflitto in Ucraina.

Nell’audizione sul DDL delega in materia di contratti pubblici, Confindustria ha segnalato con determinazione la necessità di introdurre un meccanismo di revisione prezzi “a regime” per gli appalti pubblici, per ricondurre i rapporti negoziali nel perimetro dell’equilibrio sinallagmatico. Tale obiettivo è stato conseguito – in parte – nel corso del dibattito parlamentare sul citato DDL delega.

Nell’ambito del DL n. 73/2021, del DL n. 4/2022, del DL n. 17/2022 e poi ancora del DL 21/2022, attualmente in fase di conversione, Confindustria ha suggerito azioni emendative al fine di estendere l’ambito di applicazione della disciplina della revisione dei prezzi a tutto il comparto dei servizi e delle forniture. Si continuerà a sollecitare azioni simili anche nella cornice dei prossimi provvedimenti normativi.

Confindustria ha chiesto al Governo anche un intervento normativo immediato, sebbene limitato nel tempo, che consenta, su richiesta dell’affidatario del contratto, una rinegoziazione dei tempi contrattuali per fronteggiare l’eccessiva onerosità economica e finanziaria dei contratti pubblici in corso, sopravvenuta a causa del periodo emergenziale e delle già menzionate difficoltà di approvvigionamento.

RIFORMA DELLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI E DELLE ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE 

Confindustria ha proseguito il monitoraggio delle tematiche inerenti le ZES (Zone economiche speciali) e le ZLS (Zone logistiche semplificate), intervenendo in via emendativa sul DL n. 77/2021, “Governance del PNRR e semplificazioni”, convertito dalla legge 108/2021, nonché sul DL n. 152/2021 “Recovery”, convertito dalla legge 233/2021, e   sul “DL PNRR 2”, approvato dal CDM nella seduta dello scorso 21 aprile.

Si è trattato di interventi normativi complessi, frutto di un serrato confronto con gli stakeholders, che perseguono l’obiettivo di semplificare il sistema di governance delle ZES e di favorire meccanismi in grado di garantire la possibilità di svolgere interventi in tempi rapidi, nonché l’insediamento di nuove imprese.
Per quanto concerne le ZLS, invece, Confindustria sta portando avanti l’interlocuzione con il Ministro per il Sud per il riordino della disciplina, ad oggi largamente sovrapponibile a quella delle ZES, che però necessita di maggiore chiarezza, soprattutto per quanto concerne la definizione delle norme istitutive di tali zone.

AUMENTO DEI PREZZI DEI NOLI MARITTIMI E RICHIESTA DI INDAGINE ALLA COMMISSIONE EUROPEA 

Confindustria ha seguito con molta attenzione la questione dell’incremento dei noli marittimi. Nel mese di maggio 2021 ha svolto, innanzitutto, un’indagine sul Sistema Associativo per verificare le dinamiche e l’impatto del fenomeno sulle imprese. I risultati sono stati elaborati ed integrati in una nota ad hoc e presentati, in appositi incontri, ai vertici allargati di diverse Associazioni confederate.

L’indagine è stata quindi trasmessa, in stretto raccordo con la delegazione di Bruxelles, ai Vice Presidenti della Commissione europea, agli Uffici di Gabinetto più direttamente interessati, e agli uffici di DG MOVE, DG COMP, DG TRADE e DG GROWTH.

La questione è stata, inoltre, oggetto dell’incontro tra Confindustria e BDI (Bundesverband der Deutschen Industrie), svoltosi a Roma a settembre 2021, a conclusione del quale è stata consegnata un’apposita nota congiunta al Presidente del Consiglio Mario Draghi, per sollecitare un suo intervento diretto sulla Commissione e coinvolgere gli altri Stati membri nella possibile valutazione di eventuali rilievi rispetto alla normativa comunitaria antitrust.

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SUI CONTRATTI DI AUTOTRASPORTO MERCI 

La disciplina del contratto di trasporto merci su strada, regolato dall’art. 6 del decreto legislativo 25 novembre 2005, n. 286, è stata modificata dal Decreto Legge 21/2022, a seguito del Protocollo d’intesa del marzo 2022, siglato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS) e le rappresentanze dell’autotrasporto in conto terzi. Le modifiche riguardano l’introduzione, tra gli elementi essenziali nel contratto scritto, della cd. “clausola gasolio” e l’applicazione ai contratti non scritti dei valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio pubblicati dal MIMS sul proprio sito internet e aggiornati con cadenza trimestrale.

Confindustria si è fermamente opposta a tale revisione, perché orientata alla cancellazione del principio della libera contrattazione del prezzo del trasporto e poiché l’intervento regolatorio (privo di un regime transitorio per l’adeguamento alle nuove disposizioni dei contratti in essere) determina dei forti squilibri nel relativo mercato, non risolve i problemi strutturali di funzionamento del settore, penalizza le imprese più efficienti e strutturate e premia quelle meno organizzate. In tal senso, sono stati presentati alcuni emendamenti in sede di conversione del DL 21/2022, segnalando al Parlamento e al Ministero competente il rischio di un progressivo appiattimento dei prezzi dei servizi sui valori indicativi minimi del progressivo abbandono dei contratti in forma scritta; dinamiche che potrebbero generare un forte aumento del contenzioso tra vettori e committenti.

REVISIONE DELLA DISCIPLINA SUI TRASPORTI ECCEZIONALI SU STRADA

A seguito del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con legge 17 dicembre 2021, n. 215, che ha modificato le norme del Codice della Strada (CdS) che regolamentano il trasporto in condizioni di eccezionalità, sono stati fortemente limitati i trasporti dei settori industriali e merceologici oggetto della disciplina (blocchi di pietra naturale, elementi prefabbricati compositi ed apparecchiature industriali complesse per l’edilizia, prodotti siderurgici coils e laminati grezzi), che sono alla base di importanti filiere industriali e delle costruzioni, in particolare quelle relative alle grandi opere pubbliche.

Su tale provvedimento, Confindustria e le sue rappresentanze associate di categoria e territoriali hanno lavorato attivamente per ripristinare una regolamentazione che consentisse, almeno temporaneamente, la circolazione di tale tipologia di trasporto, ottenendo una modifica della disciplina in tal senso con la conversione del DL 146/2022.

A seguito di tale modifica, Confindustria e le sue rappresentanze di categoria hanno partecipato alla definizione di Linee Guida tecnico-operative dei trasporti eccezionali, nell’ambito delle audizioni svolte il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP). Più recentemente, Confindustria si è fatta promotrice di un modifica normativa per spostare il termine di approvazione delle Linee Guida sui trasporti eccezionali e prevedere una disciplina transitoria che, senza penalizzare la sicurezza, consenta di svolgere questi servizi durante il periodo necessario per la ricognizione e l’adeguamento tecnico delle infrastrutture da parte degli enti stradali, per garantire la continuità della mobilità delle merci eccezionali, permettere a committenti e trasportatori l’adeguamento organizzativo alla nuova disciplina ed evitare probabili blocchi della circolazione di veicoli eccezionali.

REGOLAMENTAZIONE LAVORO

LE MODIFICHE AL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA 

Governo e Parlamento hanno introdotto alcune rilevanti integrazioni nel Testo Unico sulla sicurezza (modifica del regime della sospensione dell’attività, rivisitazione complessiva della formazione, formazione dei datori di lavoro e rafforzamento della figura del preposto), accomunate dalla logica della valorizzazione della cultura della sicurezza e della responsabilizzazione dei suoi attori diretti. Confindustria, che pure ha rilevato forti criticità in alcune delle misure introdotte, ha seguito dall’inizio ed è riuscita ad orientare la lettura di queste innovazioni, e le argomentazioni addotte sono state formalmente recepite negli interventi di commento delle autorità competenti (circolari dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Relazione intermedia della Commissione parlamentare sugli infortuni).

Si è così mitigata la portata inizialmente critica e si sono stati esaltati aspetti d’interesse per le imprese. La disciplina della sospensione dell’attività legata alla tassatività delle previsioni, l’entrata in vigore delle disposizioni solo dopo la rivisitazione dell’impianto formativo, la lettura delle novità inerenti la figura del preposto orientata a ragionevolezza sono alcuni degli interventi che consentono ora un approccio maggiormente funzionale all’interesse delle imprese ed all’incremento concreto della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nuove rilevanti sfide attendono ora il tema della sicurezza sul lavoro, considerate la rilevanti criticità delle osservazioni e degli interventi innovativi proposti sia nell’ambito del Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027 – Sicurezza e salute sul lavoro in un mondo del lavoro che cambia – della Commissione europea del 28 giugno 2021 sia nella Relazione intermedia della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati del 20 aprile 2022.

SALUTE E SICUREZZA TECNICA 

La dimensione europea rappresenta un elemento sempre più importante anche per quanto riguarda la normativa tecnica di sicurezza sul lavoro. Nel corso di quest’ultimo anno si sono susseguiti diversi provvedimenti, rispetto ai quali l’azione di Confindustria è stata finalizzata ad un adeguamento prevalentemente tecnico per promuovere una più agevole applicazione delle norme.

La Commissione europea sin dal 2017 ha avviato una revisione, al fine di un aggiornamento tecnico, della legislazione in materia di salute e sicurezza, ribadita del recente quadro strategico 2021-2027, che identifica gli obiettivi, presenta le azioni chiave e descrive gli strumenti per conseguirli. Confindustria, come componente del Comitato consultivo per la salute e sicurezza della Commissione europea, tripartito, è stata parte attiva nella definizione delle tante proposte di aggiornamento sia delle direttive presentate dalla Commissione (per ultime in materia di agenti chimici, cancerogeni, etc.) sia di quelle ancora in fase di elaborazione (in materia di amianto, macchine, luoghi di lavoro, videoterminali, etc.). Confindustria ha, inoltre, monitorato i lavori Parlamentari intervenendo sia a livello europeo che nazionale sulle istituzioni preposte, con l’elaborazione di posizionamenti sui diversi temi, contemperando le diverse proposte delle associazioni del Sistema, al fine di ridurre gli oneri per le imprese e garantire al contempo una legislazione efficace. 

Successivamente Confindustria ha monitorato le fasi di trasposizione a livello nazionale, ad esempio, per ultimo, in materia di dispositivi di protezione individuale ed agenti biologici, al fine di confermare nel Testo unico salute e sicurezza i testi delle direttive, senza modifiche rispetto a quanto definito dal legislatore europeo, per non creare condizioni di svantaggio competitivo per le imprese nel confronto con gli altri partner europei.

A livello nazionale numerosi i provvedimenti pubblicati anche in materia di prevenzione incendi, seguiti con il Sistema sin dalla fase di definizione, che hanno modificato in modo sostanziale il quadro normativo esistente e, tra l’altro, hanno dato attuazione al Testo unico salute e sicurezza.

Confindustria, inoltre, ha monitorato l’attuazione di diversi altri decreti in tema di radiazioni ionizzanti, conduzione dei generatori vapore, etc.

ATTIVITÀ DI RAPPRESENTANZA PER LE PARI OPPORTUNITÀ DI GENERE 

Confindustria è impegnata per favorire la definizione di un mercato del lavoro che veda le donne protagoniste di una piena partecipazione. Rispetto a questi temi, Confindustria prende parte a diversi organismi e partecipa a diverse attività promosse in più ambiti.

Confindustria è componente del Comitato Nazionale Parità e dell’Osservatorio Nazionale sulla famiglia.

Il Comitato Nazionale Parità, costituito presso il Ministero del Lavoro, formula proposte sulle questioni generali relative all’attuazione delle pari opportunità, nonché per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente che direttamente incide sulle condizioni di lavoro delle donne. Può verificare, altresì, lo stato di applicazione della legislazione vigente. Confindustria è impegnata nei seguenti gruppi di lavoro: “Gender pay gap e accesso alla carriera”; “Contrasto alla violenza di genere”; “Ricognizione normative e strumenti giuridici sulla parità di genere nel lavoro, a livello italiano ed europeo”.

L’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, quale organismo di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali per la famiglia e, in particolare, del Piano nazionale per la famiglia.

Nel corso del 2021, Confindustria ha preso parte ai quattro webinar promossi in vista della Conferenza Nazionale per la Famiglia (che si è svolta nei giorni 28 e 29 ottobre 2021) e alla Conferenza medesima. Uno di questi webinar è stato dedicato a “Il lavoro in un’ottica di genere”.

Inoltre, nell’ambito dei tavoli dedicati alla parità di genere e al contrasto alla violenza maschile sulle donne promossi dal Dipartimento Pari Opportunità, Confindustria è stata impegnata nella definizione della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e del Piano Strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2021-2023. Ha risposto, infine, alla consultazione pubblica di UNI (dicembre 2021) relativa alla prassi di riferimento sul sistema di gestione per la parità di genere (certificazione di genere)

NORMAZIONE TECNICA UNI IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA 

Il tema della RSI/sostenibilità ha assunto negli ultimi anni una crescente rilevanza per tutti gli attori, istituzionali, economici e sociali. In tale contesto, la sostenibilità è oggi un fattore strategico di competitività per le nostre imprese, impegnate ogni giorno ad attuarne i principi, contribuendo così alla costruzione del nuovo modello di sviluppo sostenibile delineato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In tale scenario, Confindustria contribuisce al dibattito istituzionale sugli aspetti sociali della sostenibilità, anche attraverso l’attività svolta ai diversi tavoli istituzionali, sia a livello internazionale che nazionale.

Sul piano nazionale, Confindustria ha proseguito, fra l’altro, l’attività di analisi, monitoraggio e confronto sui processi di elaborazione della normazione tecnica UNI, sviluppati in seno alla Commissione Tecnica sulla Responsabilità Sociale delle Organizzazioni dell’Ente, fornendo il proprio contributo ai lavori, anche attraverso la partecipazione ai sotto-gruppi di lavoro creati per seguire l’iter redazionale di nuovi standard ISO/UNI su aspetti ritenuti di particolare rilievo per le imprese.

In particolare, i contributi sono stati sviluppati, oltre che sui diversi temi seguiti dalla Commissione plenaria, anche attraverso i predetti gruppi di lavoro, sui temi della ISO 26000 e della parità di genere, attività tutt’ora in corso e che proseguiranno nei prossimi mesi.

L’obiettivo perseguito da Confindustria in tali sedi è quello di orientare struttura e contenuti dei futuri standard sui temi sociali e del lavoro, evitando nuovi oneri e appesantimenti burocratici a carico delle imprese, anche operando una scelta selettiva tra le numerose e crescenti istanze di normazione tecnica in questi ambiti.

SOSTENIBILITÀ DEL PRIMO E SECONDO PILASTRO PENSIONISTICO 

Nell’ambito delle proposte per il consolidamento del sistema di politiche per il lavoro e previdenziali, Confindustria ribadisce che la riforma delle pensioni operata con la Legge Fornero nel 2011 deve rappresentare la regola generale per il funzionamento del primo pilastro pensionistico, in quanto garantisce il rispetto dei principi dell’equità e della sostenibilità economico-finanziaria del sistema. 

Ne consegue che ogni misura temporanea di accesso agevolato al pensionamento inficia i meccanismi del sistema, salvo le limitate eccezioni, che tuttavia devono essere individuate sulla base di criteri oggettivi, come di recente avvenuto nel caso delle categorie professionali che svolgono lavori cd. “usuranti”.

Parallelamente, qualsiasi altro strumento per l’uscita dal mercato del lavoro e l’accesso flessibile al pensionamento deve essere rimesso alla previsione di un modello mutualistico e volontario di accumulo dei contributi da parte delle imprese.

In questo contesto, la previdenza complementare ha assunto una centralità strategica perché contribuisce all’equilibrio e alla sostenibilità del complessivo sistema previdenziale. Per questo, Confindustria ribadisce la necessità di rafforzare il secondo pilastro, sia in termini di adesioni che di risorse. 

I fondi pensione negoziali hanno dimostrato grande resilienza anche in tempi di Covid, in termini di risorse e rendimenti, recuperando le perdite generate dalla crisi finanziaria conseguente all’emergenza pandemica. Al tempo stesso, attraverso le prestazioni che erogano, hanno dimostrato di rappresentare un utile strumento di protezione sociale, offrendo anche garanzie e tutele ai nuovi rischi e ai nuovi bisogni del lavoro in continuo mutamento (ad es. R.i.t.a. per cessazione rapporto di lavoro a 5 o 10 anni dalla pensione anticipata o di vecchiaia; riscatto parziale per adesione a contratto di espansione; in caso di mobilità o Cigs).

Confindustria ribadisce quindi la necessità di interventi mirati alla crescita della previdenza complementare, tra cui una campagna di informazione per l’incremento delle adesioni, il completamento della destinazione del TFR a previdenza complementare anche nelle piccole e medie imprese a fronte del riconoscimento di strumenti idonei a sostenerne l’equilibrio finanziario, l’ampliamento delle misure compensative a favore delle imprese Confindustria sostiene inoltre l’apporto positivo che la previdenza complementare può dare all’assetto economico del nostro Paese, attraverso gli investimenti in economia reale e nell’avvio di progetti finalizzati alla promozione della crescita, tra cui quelli in cui si declina il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

SALARIO MINIMO E MISURAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA 

La regolazione dei minimi salariali costituisce un meccanismo fondamentale nel funzionamento del mercato del lavoro e si tratta di una funzione storicamente svolta in Italia dai contratti collettivi nazionali di categoria. 

Nel corso degli ultimi mesi, sono state avviate in Parlamento numerose iniziative legislative in materia di salario minimo legale, su cui Confindustria ha espresso la propria contrarietà, perché fondamentalmente basate su meccanismi che rischierebbero di alterare il sistema delle tutele del lavoro attualmente raggiunto nel nostro Paese con il largo utilizzo della contrattazione collettiva.

Sarebbe opportuno, invece, intervenire sul tema valorizzando il più possibile la contrattazione collettiva, anche se tale soluzione impone, inevitabilmente, che venga definitivamente sciolto il nodo della misurazione della rappresentanza, sia delle organizzazioni sindacali dei lavoratori che delle organizzazioni imprenditoriali.

Prendendo a riferimento i minimi salariali fissati dal contratto collettivo sottoscritto sia dalle organizzazioni sindacali che dalle organizzazioni datoriali più rappresentative (e tali perché verificate con misurazione obiettiva), ben si potrebbe stabilire qual è il livello minimo del salario da rispettare nel settore di appartenenza.

Per quanto riguarda, nello specifico, il tema della misurazione della rappresentanza sindacale, è in fase conclusiva la sperimentazione relativa alla raccolta dei dati elettorali e degli iscritti, che, per ora, ha interessato due soli CCNL del Sistema Confindustria: il chimico e il metalmeccanico. Questa fase sperimentale ha il principale scopo di verificare la funzionalità del sistema informatico predisposto dall’INPS e le altre procedure di raccolta dei dati elettorali tramite gli Ispettorati territoriali del lavoro.

REGOLAMENTAZIONE UE

INIZIATIVE UE PER FAVORIRE LA TRANSIZIONE DIGITALE 

Al fine di favorire la transizione digitale delle imprese e contribuire all’obiettivo dell’UE di sviluppare un’industria europea delle tecnologie e delle soluzioni digitali, Confindustria ha rappresentato le istanze del sistema industriale italiano in relazione alle principali iniziative legislative europee.

Nello specifico:

  • Utilizzo e implementazione di nuove tecnologie digitali (Regolamento sull’Intelligenza Artificiale)

In materia di nuove tecnologie ed Intelligenza Artificiale (IA), Confindustria ha partecipato al tavolo di lavoro di BusinessEurope per la definizione di una posizione comune sul Regolamento europeo sull’IA ed ha intrapreso un dialogo con gli eurodeputati, la Commissione europea, la Rappresentanza Permanente a Bruxelles e gli esperti del Ministero della Transizione Digitale. Il Regolamento risulta attualmente in discussione tra i co-legislatori.

  • Cybersicurezza (NIS2, Regolamento sulla cyber resilienza)

Con riferimento alla necessità di rafforzare la cybersicurezza delle imprese, Confindustria ha realizzato un’ampia azione di lobbying sulla Direttiva NIS2, in discussione in trilogo, presentando proposte puntuali di emendamento del testo legislativo e mantenendo un dialogo costante con le istituzioni. In vista della pubblicazione della prossima proposta di Regolamento sulla cyber resilienza, Confindustria sta inoltre contribuendo a rispondere per il tramite di BusinessEurope alla consultazione pubblica UE.

  • Funzionamento dei mercati online (Digital Services Act, Digital Markets Act)

Sul fronte delle regolamentazioni dei mercati online, Confindustria ha contribuito al posizionamento di BusinessEurope sui dossier “Digital Services Act” e “Digital Markets Act” e ne ha monitorato lo sviluppo legislativo, ora concluso.

  • Sviluppo dell’economia dei dati (Regolamento sulla governance dei dati, Regolamento europeo sui dati)

Nel contesto del mercato unico dei dati, Confindustria ha contributo al dibattito sul Data Governance Act, il cui testo finale riflette le istanze presentate dalla Confindustria, e sta per intraprendere la propria attività di lobbying sulla recente proposta di Data Act. Su quest’ultima, è stato organizzato un webinar dedicato ed è stato avviato un tavolo di discussione interno a Confindustria e in BusinessEurope.

MERCATO INTERNO 

Confindustria ha portato avanti azioni di lobbying e presentato puntuali proposte di emendamento in Consiglio dell’UE e al Parlamento europeo, oltre che in seno a BusinessEurope per la promozione degli interessi del sistema industriale italiano. Nella sua azione Confindustria ha mantenuto con le Associazioni e le altre Confindustrie un confronto costante sulle principali proposte della Commissione europea di sostituire le direttive in vigore per garantire un’applicazione più omogenea delle norme, aggiornare il quadro definitorio, delle responsabilità e sanzionatorio, alla luce degli sviluppi tecnologici, dell’e-commerce e aumentare il potere della Commissione in materia.

Si tratta di dossier di grande impatto per le imprese produttrici e di distribuzione. Nello specifico:

  • Regolamento Macchine

Il lavoro su questo tema è ancora in corso e la posizione di Confindustria si rispecchia nel position paper di BusinessEurope  e nella posizione italiana in Consiglio, che raccoglie contributi ed emendamenti di Confindustria. 

  • Regolamento Sicurezza Generale dei Prodotti

Il lavoro su questo tema è ancora in corso e la posizione di Confindustria si rispecchia nel position paper di BusinessEurope.

  • Strategia europea sulla standardizzazione

La Commissione europea ha pubblicato una nuova strategia di standardizzazione con l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’Ue di stabilire standard globali, ritenuta la precondizione per garantirne la sovranità tecnologica. Si tratta di un dossier controverso perché la strategia non tiene adeguatamente conto delle esigenze industriali e di mercato e degli attuali equilibri nella governance degli organismi di standardizzazione e perché affida eccessivi poteri alla Commissione, con il rischio di creare sovrapposizioni o ritardi che potrebbero inficiare l’obiettivo di rendere l’Unione leader mondiale nella definizione degli standard. Confindustria ha svolto un confronto costante con le varie componenti del Sistema associativo presente a Bruxelles, con le altre principali Confindustrie e con diverse rappresentanze settoriali europee per contribuire attivamente all’elaborazione del documento di posizione di BusinessEurope e del Joint Statement del mondo industriale europeo.

SALUTE E CONSUMATORI 

Sin dalla pubblicazione del Rapporto “Rafforzare l’Europa nella lotta contro il cancro – Verso una strategia globale” della commissione speciale sulla lotta contro il cancro del Parlamento europeo nel giugno 2021, Confindustria ha lavorato in concerto con le associazioni di settore e le imprese associate interessate al tema per segnalare le criticità contenute nel documento e proporre istanze in linea con le sensibilità e i bisogni delle filiere industriali maggiormente coinvolte.

Confindustria e le associazioni interessate hanno condiviso le loro proposte di emendamento con i deputati dei principali gruppi politici. Tra settembre e novembre 2021, Confindustria e le associazioni hanno incontrato a cadenza regolare i deputati per confrontarsi sulle proposte di emendamento al testo della relazione e ribadire le istanze più rilevanti. Durante lo stesso periodo, Confindustria ha aperto un canale di dialogo anche con la Rappresentanza Permanente al fine di sviluppare una più ampia sinergia sul dossier.

In data 9 dicembre 2021, la Commissione BECA ha approvato a larga maggioranza la relazione, così come emendata dai deputati. Il voto finale da parte del Parlamento europeo in sessione plenaria ha invece avuto luogo il 14 febbraio 2022, durante la quale sono stati approvati gli emendamenti più importanti proposti da Confindustria e dalle associazioni. Grazie al lavoro costante e sinergico di Confindustria e delle associazioni, il testo frutto della votazione finale rispecchia la maggioranza delle istanze avanzate dal Sistema.

DOSSIER LEGISLATIVI UE

Con l’adozione della “autonomia strategica aperta” la Ue intende potenziare il proprio ruolo globale, sostenere l’apertura degli scambi, ridurre la vulnerabilità agli shock, aumentare l’indipendenza negli approvvigionamenti e dissuadere i partner da ingerenze politiche. In questo contesto Confindustria si è focalizzata su sei misure di particolare impatto alla luce delle tensioni internazionali che vedono il commercio e gli investimenti utilizzati come strumenti di pressione:

Enforcement Regulation. Provvedimento già in vigore volto ad ottenere dai partner il rispetto degli impegni di liberalizzazione attraverso contromisure mirate senza attendere i termini arbitrali OMC o bilaterali;

Instrument for Public Procurement. Intende limitare l’accesso agli appalti europei delle imprese dei paesi che applicano restrizioni discriminatorie a quelle europee;

Sovvenzioni estere. Mira a sanzionare i sussidi internazionali distorsivi a supporto di acquisizioni, fusioni, partecipazione ad appalti o altre fattispecie;

Carbon Border Adjustment Measure. Fondamentale per il suo obiettivo di equiparare il prezzo del carbonio incorporato nei beni UE e in quelli importati spingendo i partner ad accelerare la decarbonizzazione;

Anti-coercizione. Volge a dissuadere i partner dall’influenzare le decisioni UE attraverso la messa in atto o la minaccia di restrizioni commerciali;

Blocking Regulation. Proposta attesa prima dell’estate per tutelare le imprese dagli effetti extraterritoriali delle sanzioni degli Stati Uniti.

DIFESA COMMERCIALE E ANTIDUMPING

Confindustria ha proseguito l’attività di aggiornamento, indirizzo e assistenza alle Associazioni nei procedimenti antidumping e di difesa commerciale che coinvolgono le imprese sia come ricorrenti nella UE che nelle azioni avviate da paesi terzi contro l’import di prodotti italiani (cd. dumping “passivo), sostenendone le argomentazioni presso il Ministero degli Affari esteri, autorità nazionale responsabile, e la Commissione europea. I casi analizzati e trattati nell’ultimo anno (oltre 50) hanno riguardato principalmente prodotti dei settori metallurgico (alluminio), siderurgico e chimico.

EXPORT CONTROL

Dual use: a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE che disciplina il commercio dei beni a duplice uso, Confindustria ha organizzato un incontro con l’amministrazione UAMA (14 dicembre 2021) diretto alle Associazioni e alle imprese, per illustrarne i contenuti e principali cambiamenti introdotti. Tra questi, dal punto di vista operativo, la procedura di e-licensing che è stata oggetto di una sperimentazione cui hanno preso parte circa 40 aziende del sistema. 

CITES: su richiesta di Confindustria, a seguito delle sollecitazioni ricevute dal sistema, è stato riattivato il Tavolo interministeriale sulla normativa CITES, coordinato dal Ministero della Salute, nel quale sono state condivise proposte e soluzioni per la semplificazione delle procedure. 

AZIONI PICCOLA INDUSTRIA A LIVELLO UE 

Piccola Industria Confindustria ha puntato in sede Ue al rafforzamento qualitativo delle PMI. Grande attenzione è stata posta nel sottolineare, nelle diverse sedi istituzionali, l’attuale tendenza all’iper-regolamentazione da parte della Commissione europea e alla contestuale esigenza di tenere conto delle esigenze e delle capacità specifiche delle PMI, in particolare, nel definire le nuove legislazioni previste dal Green Deal europeo, come ad esempio il regolamento sulla tassonomia, la direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale.
Importante anche la collaborazione con la DG Politiche Industriali e PMI del MISE e con lo SME Envoy italiano rivolta a realizzare, con il supporto scientifico del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, l’approfondimento “PMI, continuità di impresa e gestione del rischio” rivolto ad analizzare le strategie delle PMI su prevenzione e delineare delle raccomandazioni di respiro europeo a supporto della continuità produttiva.

CONSIGLIO NAZIONALE PER LA LOTTA A CONTRAFFAZIONE E ITALIAN SOUNDING (CNALCIS)

Confindustria ha confermato il suo impegno all’interno di tale organismo, che funge da raccordo tra le componenti pubbliche e private nell’azione di contrasto ai fenomeni contraffattivi. Confindustria opera attivamente nell’ambito dei Gruppi di lavoro tecnici, costituiti per dare attuazione all’Agenda 2021-2023, in cui sono identificati i settori su cui intervenire prioritariamente dal punto di vista legislativo, repressivo e preventivo (tutela della salute; commercio online; agroalimentare; tessile-moda) nonché le iniziative e gli eventi di sensibilizzazione da realizzare verso le imprese e sul territorio. 

ASPETTI DOGANALI: DIALOGO CON AGENZIA DOGANE, GRUPPO DI LAVORO DOGANE E PROGETTI FORMATIVI

Confindustria ha consolidato il dialogo con l’Agenzia delle Dogane in tema di semplificazioni e strumenti digitali, portando all’attenzione dell’amministrazione i contributi elaborati per migliorare le procedure e la risoluzione di tematiche specifiche settoriali. Inoltre, la regolare partecipazione di Confindustria alle Open Hearing dell’Agenzia ha consentito un confronto costante su temi focus, tra cui i benefici AEO, le dichiarazioni Intrastat e i risvolti contabili di taluni certificati doganali.